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Strumenti per la misura del Black Carbon

 

La misurazione e lo studio del Black Carbon, cioè dell’insieme delle particelle carboniose capaci di assorbire luce con lunghezza d'onda nello spettro del visibile (380÷760 nm), sta assumendo sempre maggiore rilevanza al fine di una adeguata valutazione della qualità dell’aria.

Le ripercussioni su ambiente, clima e salute umana stanno richiamando sempre maggiore attenzione sul monitoraggio della frazione carboniosa del particolato.

 

L’aerosol atmosferico, sia di origine naturale sia antropica, è in grado di regolare la temperatura globale terrestre agendo come forzante sul bilancio radiativo a causa delle sue proprietà ottiche, in particolar modo la capacità di assorbire e diffondere la luce solare.

Osservazioni e modelli mostrano infatti come l’effetto dell’aerosol sul clima dipenda molto delle proprietà di assorbimento della luce (Loeb and Su, 2010). La misura della parte assorbente del particolato è fondamentale non solo per stimare effetti diretti ed indiretti degli aerosol sul clima, ma anche per formulare valutazioni sulla qualità dell’aria e sui conseguenti effetti sulla salute umana (WMO, report 2012: Health Effects of Black Carbon).

Il Black Carbon (BC), a cui si riferisce il report WMO, è una definizione operativa che descrive la componente carboniosa presente nel particolato fine (PM 2.5), misurata tramite l’assorbimento della luce da parte dell’aerosol che si deposita su filtro.

Le principali sorgenti di emissione del BC sono legati ai processi di combustione naturale e antropogenica di biomassa e di combustibili fossili: emissioni da motori (specialmente Diesel), la combustione di legna o carbone per usi domestici, gli  incendi boschivi o di vegetazione in generale. 

 

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